c'è il palato raffinato, il vegetariano, c'è chi vuole minimo otto portate, chi non mangia il pesce, chi mangia il pesce ma solo quello senza le lische, chi è allergico al peperoncino, chi è celiaco, c'è l'intenditore di vini, di formaggi...
per fortuna che ci sono tante persone con esperienza che pensano a tutte queste cose. Comunque non è di questo che volevo parlare. Questo incipit non mi serve a niente, non serve a farvi capire quanto sia difficile vivere in una piccola cittadina. Qui niente è normale. Qui le love-story nascono tutte rigorosamente segretamente, ovvero: non si va in giro a gridare ai quattro venti quanto si è felici, quanto si è innamorati, giammai! Ci si nasconde per mesi, non si dice a nessuno, anzi, si dice solo all'amica/o più fidata/o pregandola/o di mantenere il più assoluto riserbo... cosa che avviene raramente, e in ogni caso è impossibile "passarla liscia" per più di 2 settimane: 2 settimane, ecco il tempo massimo mai raggiunto dall'anonimato. Poi qualcuno vede qualcosa. Una macchina in un vicolo buio ma non troppo, uno sguardo di troppo, una telefonata sospettosa. E partono le chiacchiere, via, libere, veloci, velocissime, divertite, maliziose, tutti che bisbigliano, che ipotizzano, che giocano al toto-relazione. Che gran soddisfazione per i pettegoli. Quando mi ritrovo risucchiata in questi vortici di "ciane", non posso fare a meno di chiedermi: perché tanto mistero? Perché ci si deve vergognare? Perché piace tanto dare agli altri la possibilità di inventare o di diffondere le più assurde storie sul nostro conto? Non si farebbe prima a pubblicare l'annuncio di fidanzamento, o l'annuncio del "sì, stiamo uscendo insieme" su PerQualeComune? Zac, sai che taglio alle chiacchiere.














































