Una giornata come tante altre trascorsa nel nostro bellissimo polo. Finisce lezione a mezzogiorno, con gran fatica ci trasciniamo nel giardino del nostro mitico circolino. Buonissimo primo per pranzo. E poi? Che si fa? Solo 6 ore da trascorrere così, senza far niente. L'idea di provare, per lo meno, ad aprire le dispense viene immediatamente cassata. Allora si chiacchiera... ma subito ci annoiamo. Dai, guardiamo la tv! (sì sì, è proprio un baretto ben accessoriato). Presto però anche Paso Adelante/Uomini e Donne finiscono. Sono le 4. Ancora due ore. Giochiamo a salti in mente, a briscola, a palle e quadri (se necessitate di qualche delucidazione su questi giochi non fatevi scrupoli a chiedere). Poi il Mozzo si alza per andare in banca (la commissione risulta tuttora misteriosa). Nessuno prende seriamente in considerazione l'idea di accompagnarlo (fino in centro? Tsé, fossi matta, con tutto quello che ho da fare qui...). Forse avremmo dovuto.La noia si sa è il male della nostra generazione. Causa depressione, problemi con la droga, con l'alcol, e un'infinità di altri luoghi comuni.
Anche al Mozzo è costata cara. La noia lo ha stordito, alienato, e tutto ciò ha comportato un... inconveniente, sì direi così, un inconveniente, una complicazione... al capezzolo... un piercing per l'esattezza, pensato, voluto ed ottenuto praticamente nello stesso istante. Dopo meno di un'ora era di nuovo seduto accanto a noi a giocare a carte.


