A presto!
PS: x Giuls --> se il 2006 è stato l' Anno della Qualità, inevitabilmente il 2007 sarà l'Anno dell'Innovazione... potrebbe anche andarci meglio!!! :D
Due sere fa ho visto Memento. Stanotte sono tornata a casa e mi sono messa a letto. Ho fatto un incubo e mi sono svegliata nel cuore della notte. Ero impaurita, sono corsa in bagno, ho acceso la luce e ho visto la mia faccia pallida riflessa nello specchio. E allora mi sono detta: "Che ci faccio qui?" E mi sono risposta "Forse volevi lavarti i denti".... così mi sono lavata i denti e sono tornata a letto.
Una giornata come tante altre trascorsa nel nostro bellissimo polo. Finisce lezione a mezzogiorno, con gran fatica ci trasciniamo nel giardino del nostro mitico circolino. Buonissimo primo per pranzo. E poi? Che si fa? Solo 6 ore da trascorrere così, senza far niente. L'idea di provare, per lo meno, ad aprire le dispense viene immediatamente cassata. Allora si chiacchiera... ma subito ci annoiamo. Dai, guardiamo la tv! (sì sì, è proprio un baretto ben accessoriato). Presto però anche Paso Adelante/Uomini e Donne finiscono. Sono le 4. Ancora due ore. Giochiamo a salti in mente, a briscola, a palle e quadri (se necessitate di qualche delucidazione su questi giochi non fatevi scrupoli a chiedere). Poi il Mozzo si alza per andare in banca (la commissione risulta tuttora misteriosa). Nessuno prende seriamente in considerazione l'idea di accompagnarlo (fino in centro? Tsé, fossi matta, con tutto quello che ho da fare qui...). Forse avremmo dovuto.

Tutta quella città...non se ne vedeva la fine.....
La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?
E il rumore
Su quella maledettissima scaletta...era molto bello, tutto...
e io ero grande con quel cappotto, facevo il mio figurone,
e non avevo dubbi, era garantito che sarei sceso, non c’era problema
Col mio cappello blu
Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino ......
Non è quel che vidi che mi fermò
E’ quel che non vidi
Puoi capirlo, fratello?, è quel che non vidi....lo cercai ma non c’era, in tutta quella sterminata città c’era tutto tranne
C’era tutto
Ma non c’era una fine.
Quel che vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo.
Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono.
Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro.
Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere.
Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni e miliardi
Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita
Se quella tastiera è infinita non c’è musica che puoi suonare.
Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio
Cristo, ma le vedevi le strade?
Anche solo le strade, ce n’era a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una
A scegliere una donna
Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di
morire
Tutto quel mondo
Quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce
E quanto ce n’è
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormità, solo a pensarla? A viverla...
Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n’erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me.
E’ un viaggio troppo lungo. E’ una donna troppo bella. E’ un profumo troppo forte. E’ una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò.
Lasciatemi tornare indietro.
Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio. Non sono pazzo fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci.
Alessandro Baricco



Finalmente posso ricominciare a vivere!! Oggi è Capodanno. Dunque devo fare una lista dei buoni propositi. Uno dei miei amati planning. 
Non ci crederete mai ma ce l'ho fatta!! Dopo non so quanti giorni, forse già un mese?, riesco a scrivere qualcosina. E come l'amica Lau, detta anche L.L., devo per forza dedicare un post alla Festa de l'Unità che impegna il mio tempo, le mie energie, per tutto il mese di luglio... Per un mese sparisco dal resto del mondo ed esisto solo per Legri... non so perché, tutti gli anni è così... mi sento così bene, come in una grande famiglia... tutti che collaborano, che scherzano, che si innervosiscono, ma sempre tutti insieme... grandi e piccini, giovani e meno giovani, che cucinano, che sorridono, che ballano...
Il sole caldissimo, il libro di 800 pagine, l' Inno d'Italia, sognare il mare, spartiti per matrimonio, un'ora di fila all'anagrafe... una vecchietta con un vestito a fiori blu insiste con il dipendente comunale... non capisce perché non può utilizzare per la nuova carta d'identità una foto di trent'anni fa... mondo infame... forse lei si vede ancora così?! Forse non le sa usare quelle macchinette automatiche che ti sorprendono sempre mentre stai facendo qualcosa di... inopportuno (va', diciamo così...) Codice di Procedura Civile, la crema all'aromaterapia, l'oroscopo che ogni tanto ci azzecca, ciliegie, ciliegie e ciliegie.
Come tutti vi sarete accorti, la voce di Paris, la schizzata più adorabile del telefilm, è cambiata: adesso è di Perla Liberatori, e non più della doppiatrice Claudia Pittelli (mi sono informata), che in questo periodo, dopo aver avuto un figlio, ha preferito dedicarsi prevalentemente all'adattamento dialoghi (grazie). E questa è la prima nota dolente.Cambiamento ancor più traumatico è quello della voce di Rory, che dal 3° episodio della sesta stagione è quella di Federica De Bortoli (la stessa doppiatrice di Claire in Lost), e non è più quella di Myriam Catania. Quest'ultima, nipote della doppiatrice Giuppy Izzo (voce di Lorelai, ma guardate voi che intreccio alla Beautiful), causa un incidente in motocicletta dovrà affrontare alcuni mesi di convalescenza e ha dovuto lasciare il personaggio...Ma questo non è tutto.La prima serata non fa per questo genere di telefilm...forse era preferibile gustarselo all'ora di cena, un'oretta che ti volava via, e invece adesso... Volevo aspettare a emanare il mio verdetto, ma sono veramente scioccata. I tre episodi (tre! ancora! ma sono troppi!!!), intervallati da ore di pubblicità, ti fanno maledire il momento in cui hai deciso di non uscire a frescheggiare un po', data l'insostenibile afa, e hai invece optato per una serata sul divano con la sorella sperando di divertirti un po'. E invece NIENTE.Rory è spastica. Non trovo un aggettivo migliore per descriverla.La sceneggiatura è misera. Non succede NIENTE. Non capisci come, ma dopo due ore ti ritrovi a provare affetto solo nei confronti di Paul Anka, il cane con cui Lorelai tenta di compensare le sue carenze affettive. Poretta, tutto poteva aspettarsi ma non di essere pugnalata così dall'amata figliola.
Salve a tutti! Come potete ben vedere, si torna a parlar di telefilm!
Il titolo di questo post è una citazione di Gershwin... e a proposito di improvvisazione...Non ho nemmeno un seme quando comincio.
E' come partire da zero.
Questo è Keith Jarrett. E questa è la copertina del cd che non dovrebbe mancare nella vostra collezione... non finirò mai di ringraziare chi mi ha fatto conoscere la sua musica, a dir poco incantata...
Credete di sapere tutto sui vostri amici? Credete di aver inquadrato perfettamente una persona? Ricredetevi con questo test...
Allora... questa qua è Julia, ovviamente, mentre firma autografi... la foto è un po' mossa, era molto buio...
nostro albergo sulla 48th...



Ciao a tutte le mie care lettrici e a tutti i miei cari lettori... sono tornata ieri, sono stanchissima...
A grande richiesta (?), ecco le prime pagelle su lost, e in particolare sugli episodi di lunedì scorso... Come al solito, sono ben accette critiche e infamate... nonché nuove vostre pagelle! Si comincia!!!
Praticamente senza accorgersene, siamo arrivati a Pasqua. Il bello di questa festività è che non porta con sè mesi anticipati di stress, di regali, di acquisti frenetici (sì, naturalmente mi sto riferendo al Natale)... Per Pasqua al massimo ci si deve ricordare di comprare un uovo al cioccolato al latte con sorpresa per il nipotino, di mandare qualche sms di auguri (che comunque non sono d'obbligo) e poi? I più fortunati si saranno organizzati un weekend fuori porta. Il lato migliore sono le decorazioni che si trovano nei bar: fiorellini, ovetti, paperelle, agnellini, il tutto nei colori pastello... che senso di primavera, di felicità... Ma fra un giorno, così inaspettatamente com'è cominciato, tutto finisce...
Come promesso, ecco il primo post su Lost, la nostra nuova passione.




Ecco la «home» di un clochard americano... Un senzatetto Usa racconta la sua storia attraverso un diario online e crea un'insolita rete di solidarietà per i senza dimora | |
«Un approccio differente al problema dei senzatetto, un punto di vista da parte di chi vive il dramma in prima persona»: così c'è scritto nel blog del signor Brown, colmo di link e di interventi, di riflessioni e di soluzioni pratiche al problema. Certo il senzatetto in questione è in una condizione particolare: è riuscito a evitare fino a questo momento la vita da clochard, ricorrendo a varie forme di ospitalità. È colto, consapevole, digitalmente alfabetizzato. La maggior parte della sua attività si svolge alla Greensboro Public Library che, come altre librerie, è una base per i senzatetto della zona. Da lì racconta di sé, ma non solo. L'obiettivo è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto a una condizione, evitando di trascinarsi dietro lo stereotipo di clochard che appartiene all'immaginario dei più. Messaggi, notizie, link, incoraggiamenti e sentimenti che oltrepassano i confini del cyberspazio si inseguono nel blog del senzatetto più famoso degli Usa e, dal basso, fanno emergere una verità: nell'America del post-new economy anche un tranquillo signore americano con famiglia può ritrovarsi senza una casa. Non occorre essere un emarginato per unirsi al coro che inneggia: «Home to the homeless» («Case ai senzatetto»). Lo si può contattare all'indirizzo cybermancer2k1@hotmail.com. La notizia è riportata sul sito del corriere della sera...e gira di blog in blog... |